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Uganda: disturbo post-traumatico da stress, una nuova emergenza sanitaria

CEFARH, insieme alla Fondazione Bishop Asili, ha organizzato un workshop di formazione di 4 giorni per religiosi, insegnanti e altre persone che sono ogni giorno a stretto contatto con i bambini per imparare a occuparsi di bambini e adulti vittime di abusi. Il workshop è stato sponsorizzato da Action for Children Trauma International.

Durante questo workshop i partecipanti hanno condiviso le loro esperienze di PTSD (Post-Traumatic Stress Disorder, disturbo post-traumatico da stress) e come hanno affrontato il loro passato per aiutare altri che stanno attraversando un’esperienza simile.

Il traffico di bambini e la violenza sessuale sono stati due degli altri argomenti trattati durante l’evento, in quanto sono le cause più comuni di disturbo post-traumatico da stress in Uganda.

Cos’è il disturbo post-traumatico da stress?

L’Uganda del Nord, come altre regioni, è stata la zona più dilaniata dalla guerra dell’LRA che è durata più di 24 anni, lasciando molte persone senza casa o altri possedimenti.

La cosa peggiore è che molti hanno perso la vita, la violenza sessuale era diffusa così come il traffico di esseri umani e questo era sotto gli occhi di tutti: genitori, famiglie e bambini erano testimoni di queste atrocità ogni giorno.

Molti bambini sono stati traumatizzati da questa esperienza e stanno sperimentando quello che viene chiamato disturbo da stress post-traumatico (PTSD ne è la sigla).

In un breve periodo di tempo, specialmente nell’Uganda del Nord, c’è stato un aumento delle morti per suicidio a causa di questa situazione. 

Durante la loro vita, le persone molto spesso si trovano a dover affrontare una situazione così stressante che può lasciarle ansiose e nervose per un lungo periodo anche quando si è conclusa. Nella maggior parte dei casi, le persone riescono ad andare avanti con la loro vita, seppur con qualche brutto ricordo e ne traggono insegnamento per il futuro.

Tuttavia, nei casi in cui lo stress è causato da un evento traumatico, le persone hanno difficoltà ad affrontare l’evento. Se questo accade, si sviluppa il PTSD o Disturbo Post Traumatico da Stress.

Il PTSD è definito come un disturbo legato a traumi e allo stress che può svilupparsi dopo aver vissuto un evento o un’esperienza in cui si è verificata o è stata minacciata la morte o un grave danno fisico.

Quali sono le cause del disturbo post-traumatico da stress?

Come spiegato sopra, il PTSD è un disturbo che è generalmente causato dall’aver assistito o vissuto un trauma o un abuso. Ciò che una persona trova traumatico o stressante può essere molto diverso da quello che qualcun altro considera traumatico. Pertanto, c’è una vasta gamma di problemi, eventi e situazioni (alcuni molto più gravi di altri) che possono portare un individuo a sviluppare il PTSD.

Alcune cause di PTSD sono:

  • essere un ostaggio o vittima di un rapimento;
  • essere vittima di traffico di esseri umani;
  • subire abusi sessuali o fisici;
  • un travaglio e un parto difficile – questa può essere un’esperienza traumatizzante per la madre, per il padre o per entrambi;
  • essere vittima di abusi domestici (fisici o emotivi) o essere in una relazione sentimentale violenta;
  • fare per lungo tempo un lavoro in cui si è costantemente esposti alla violenza (per esempio un agente di polizia, un detective della omicidi o un soldato, etc…)
  • essere vittima di un incidente d’auto;
  • assistere alla morte violenta di qualcuno;
  • assistere alla morte di qualcuno come risultato di una malattia o di una circostanza angosciante;
  • vivere durante una guerra o assistere a un attacco terroristico, un disastro naturale come un terremoto o uno tsunami.

Sintomi del PTSD

Il Disturbo Post-Traumatico da Stress colpisce il modo in cui il cervello elabora e risponde a certe situazioni. I sintomi iniziali sono principalmente a livello mentale ed emotivo, man mano che la gravità aumenta, i sintomi possono diventare anche fisici.

Ecco alcuni dei sintomi a cui prestare attenzione:

  • depressione e ansia;
  • mancanza di gioia o di interesse per le cose che prima piacevano;
  • uso di droghe o alcol per non soffrire o per affrontare il trauma;
  • avere flashback dell’evento traumatico e sentirsi come se stesse accadendo di nuovo; quest’ultimo sintomo è molto delicato e porta a una forte reazione fisica. Per esempio, se una vittima di stupro soffre di PTSD, il semplice atto di essere abbracciata dal padre o dal marito o da un amico può riportarla allo stupro e farla reagire fisicamente contro lo stesso affetto fisico perché è così che ha reagito con il suo aggressore;
  • incubi e terrori notturni; 
  • soffrire di insonnia;
  • avere difficoltà a concentrarsi sulle cose o a pensare chiaramente;
  • avere attacchi di panico o altri sintomi fisici come sudorazione o problemi di respirazione.

È possibile che i sintomi varino tra uomini e donne perché biologicamente i due sessi spesso reagiscono in modo diverso. I sintomi del PTSD negli uomini sono più probabilmente aggressivi, irritabili e violenti, mentre i sintomi di una donna possono comportare più reazioni emotive, come sentirsi depressi e tristi. Possono anche mostrare più ansia degli uomini e isolarsi dalle persone che li circondano.

Traffico di bambini

L’Uganda è un paese dell’Africa orientale situato su un altopiano centrale coperto principalmente da foresta pluviale. Ospita circa 43 milioni di persone. La popolazione è molto giovane, con un’età media di 15,9 anni. 

La sua posizione tra gli stati africani rende l’Uganda una destinazione importante per il turismo e il commercio internazionale. A causa dell’estrema disuguaglianza economica e delle pochissime opportunità lavorative, la popolazione dell’Uganda è diventata economicamente vulnerabile.

Questa insicurezza economica ha portato il traffico di esseri umani a livelli preoccupanti: purtroppo i trafficanti del mercato nero predano le popolazioni vulnerabili.

Cos’è il traffico di esseri umani e perché avviene?

Il traffico di esseri umani usa “forza, frode o coercizione” sulle persone per sfruttarle a scopo di lucro. Lo sfruttamento prende tipicamente la forma di lavoro fisico, atti di servizio o favori sessuali.

I trafficanti usano varie tattiche per attirare le loro vittime: forza violenta, manipolazione, corteggiamento e promesse di lavori ben pagati.

Secondo il Rapporto 2020 sul traffico di persone, in Uganda questo si presenta principalmente sotto forma di lavoro fisico forzato o sfruttamento sessuale. Le stime indicano che circa 7.000-12.000 bambini sono sfruttati dai trafficanti.

Le ragioni per cui il traffico di esseri umani è un problema enorme in Uganda sono legate a questioni sociali e alla sistematica mancanza di persecuzione giudiziaria. L’Uganda deve affrontare la mancanza di lavoro, di un’istruzione di qualità e di sistemi di assistenza sociale per aiutare la giovane popolazione della nazione.

L’assenza di opportunità e l’accesso inadeguato alle risorse ha lasciato i giovani ugandesi che vivono in zone rurali e poco servite più vulnerabili allo sfruttamento.

Anche se i giovani ugandesi emigrano negli Stati del Golfo per lavorare come manovali, agenti di sicurezza e operai edili, questa forma di lavoro non qualificato non impedisce comunque il traffico di esseri umani.

Inoltre, il sistema di giustizia penale in Uganda non è adeguatamente preparato a gestire crimini internazionali di questa portata e natura.

Sono necessarie competenze speciali e la cooperazione della comunità internazionale per arrestare e consegnare alla giustizia i trafficanti di esseri umani e i loro complici.

La lotta contro il traffico di esseri umani

Attualmente, l’Uganda non ha soddisfatto i requisiti minimi per eliminare il problema, sono perciò necessari maggiori sforzi per migliorare la situazione.

Le misure che l’Uganda deve prendere per eliminare il traffico di esseri umani sono diverse e comprendono: una maggiore portata e intensità delle indagini federali sul traffico di esseri umani; un’attenzione particolare al perseguimento dei trafficanti nei tribunali; assistenza ai sopravvissuti al traffico di esseri umani; assegnazione di risorse alle ONG che forniscono servizi di protezione a una popolazione vulnerabile.

Per combattere con successo la minaccia del traffico di esseri umani, il governo ugandese deve dare la priorità sia alle risorse per i sopravvissuti sia alla persecuzione implacabile dei trafficanti.

Violenza sessuale sui bambini

La maggior parte dei bambini in Uganda ha affrontato qualche forma di violenza – fisica, sessuale, emotiva o domestica. Più di 8 milioni di bambini, il 51% della popolazione infantile, sono ritenuti vulnerabili. 

Le bambine, in particolare, sono a rischio di gravidanza adolescenziale, mutilazione/taglio genitale femminile (FGM/C) e matrimonio precoce.

Il matrimonio infantile è ancora un problema: il 49% delle donne tra i 20 e i 49 anni si è sposato prima dei 18 anni, mentre il 15% si è sposato entro i 15 anni. Questo fenomeno è anche strettamente legato a un alto tasso di gravidanze adolescenziali (24%) – che è tra i più alti in Africa – influenzando così i tassi di mortalità materna e sotto i 5 anni.

La mutilazione/taglio delle bambine colpisce l’1,4% della popolazione totale in Uganda ma, nei 6 distretti dove questa pratica è comune (tre in Karamoja e tre nell’Uganda orientale) colpisce circa il 90% delle ragazze.

Oltre alle MGF/C, la violenza fisica è una delle principali preoccupazioni in Uganda, poiché è ampiamente normalizzata e praticata nel contesto della disciplina di un bambino. Vivere in Uganda da bambini non è affatto facile: dopo i 10 anni, i ragazzi e le ragazze adolescenti sono spesso mandati a lavorare o sono dati in matrimonio per permettere alla famiglia di sopravvivere.

La metà dei ragazzi dai 5 ai 17 anni lavora, un quarto dei quali in condizioni pericolose. I bambini costituiscono la maggioranza dei lavoratori nel settore informale, e nelle zone rurali, il 93% dei bambini è impegnato nell’agricoltura e nella pesca. Ci sono anche più di 30.000 famiglie senza adulti e con bambini a capo, oltre a 40.000 bambini che vivono in istituti in Uganda.

Cefarh lavora ogni giorno per migliorare la vita dei più vulnerabili

Lavoriamo continuamente per combattere la schiavitù moderna, aiutando le persone affette da PTSD e prevenendo gli abusi sessuali e la violenza sui bambini.

Ci incontriamo costantemente con i leader della comunità e della politica per pianificare la formazione, responsabilizzare le persone e sostenere le forze dell’ordine per fermare i trafficanti. 
Quanto realizzato con la Fondazione Bishop Asili e con Action for children trauma international fa parte del nostro impegno concreto per dare all’Uganda un futuro migliore.

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